DIMORARE NEL SILENZIO (5)

La tecnologica società contemporanea ci permette di vivere in diretta qualsiasi avvenimento si manifesti sul pianeta, e abbiamo potuto verificarlo appieno in questi giorni di isolamento forzato. Se da un lato i mezzi di comunicazione si rivelano utili per fornire un’informazione immediata, dall’altro possono assumere un ruolo che suscita una percezione del mondo distorta e condizionante.Negli ultimi mesi siamo stati bombardati dai commenti di medici, scienziati, politici, addetti ai lavori, tuttologi, i cui interventi, spesso discordanti, hanno creato una grande confusione.

Ancora oggi, i rapporti sulla catastrofe pongono al centro dell’attenzione il numero dei morti e le immagini delle bare  accatastate,  su cui si concentra la allarmata curiosità della gente.Le notizie, attendibili o false, rimbalzano sui cellulari diventando oggetto di discussione globale.Le persone, spossate e nervose, scaricano la  tensione dibattendo a distanza, senza conoscere la verità, ma compiacendosi di affermare le proprie opinioni.

Nel trascorrere buona parte del tempo parlando a vanvera, ciascuno perde l’occasione di fare una personale e costruttiva ricerca, usando il silenzio per ascoltare se stesso, anziché dare voce al frastuono che proviene dalle effimere conversazioni con gli altri.Un frastuono fatto di polemiche, emozioni, speranze, che ha inquinato l’energia del pianeta forse più del virus che si cerca di combattere.

E che forse inquina anche i rapporti nelle case. Penso alle madri lavoratrici che non erano più abituate alla estenuante vivacità dei figli piccoli o alla convivenza coatta tra partner che mal si sopportano. Dietro a questi casi potremmo intravvedere un silenzio invocato.Ci sono vari tipi di silenzio: il silenzio del raccoglimento, il silenzio dell’introspezione, il silenzio della meditazione, il silenzio della paura, il silenzio dell’odio, il silenzio della vergogna, il silenzio dell’indifferenza, tanto per citarne alcuni.

Ma è nel silenzio della pace interiore che si attua la connessione tra il nostro intimo e l’Assoluto: in questa condizione il duale e i pensieri discorsivi non hanno presa, non si sostengono posizioni né si creano conflitti, tutto si risolve. La mente non si attacca a niente, non c’è niente da aggiungere e niente da togliere.Ed è qui che il silenzio comunica con la nostra coscienza e noi diventiamo uno con il tutto, perché è dal profondo che arrivano le vibrazioni che non parlano  alla ragione ma toccano il cuore.Si apprendono molte cose, stando in silenzio: entriamo in sintonia con l’armonia universale e la mente torna alla propria luminosità e chiarezza originaria.

Una mente piena di parole è come una barca sovraccarica che affronta una difficile traversata, tra onde minacciose, o come un cielo pieno di nuvole che preannunciano la tempesta. Pertanto il nostro vero nemico sono i pensieri perturbanti che ci tormentano e spesso generano ragionamenti e azioni negative, ma se li lasciamo scorrere e non ci attacchiamo ad essi facendoli diventare delle fissazioni, non ce li porteremo dietro e la nostra mente sarà sempre limpida e serena come un cielo senza nuvole.

A questo proposito ricordo un detto buddhista: “Il cielo non porta nessuna traccia del volo degli uccelli”. Così è per una mente pura e salda, alla quale i pensieri perturbanti non possono attaccarsi.

Le emozioni distruttive, alimentate dall’ego, ci devastano psichicamente e talvolta anche fisicamente, mentre il silenzio dello spirito ci carica di energia rigeneratrice che porta pace e benessere in noi e negli altri. Impariamo dunque a dimorare nella luce interiore e facciamo del silenzio il nostro miglior compagno di viaggio.

 

 

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