Oltre ad essere specificamente associata al simbolismo del colore verde, nelle tonalità intermedie fra lo smeraldo e il turchese, Tara regge uno o più loti, circondati da una profusione di fogliame. Presiede inoltre alla Terra pura ‘dalle foglie turchesi’. Nella particolare iconografia della Khadiravani-tara (‘Tara del bosco di acacie’), la Dea figura appunto nel suo campo buddhico, immersa in una fascinosissima atmosfera silvana: viene poeticamente definita divina fanciulla della foresta, fragrante di soavi profumi e spezie…
Cristiana Tretti, studiosa di letteratura mistica ebraica e di buddhismo indo-tibetano, docente di canto indiano. Vive e lavora a Milano.
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