Conferenza – spettacolo con melodie e dipinti tibetani.
Nella maggior parte delle culture, l’arcobaleno è l’emblema della connessione fra cielo e terra. Nel buddhismo tibetano e in alcuni ambiti sciamanici, assume però un’importanza ancora maggiore. Il suo simbolismo appare infatti vissuto in forma particolarmente immaginifica, come canale diretto d’ascesa e discesa dell’uomo fra terra e cielo, il che implica un attivo coinvolgimento esperienziale (a livello meditativo-estatico) da parte del mistico o del medicine-man.
Tramite una magica corda d’arcobaleno che si dipartiva dalla loro sommità del capo, i primi sette re divini del Tibet facevano ritorno al cielo ogni notte e poi, definitivamente, al termine della vita, senza lasciare spoglie mortali.
Quest’immagine mitico-fiabesca ha assunto una funzione intensamente ispiratrice nella storia del buddhismo tibetano, con particolare riferimento alla scuola rnying-ma, la più antica. Lo attestano le immagini relative ad alcuni discepoli di Padmasambhava (che avevano acquisito la facoltà soprannaturale di volare a cavallo di raggi iridati), nonché vari affreschi e thang-ka nei templi bhutanesi. Si colloca inoltre nella tradizione rdzogs-chen della scuola rnying-ma il sorgere della dottrina tibetana del corpo d’arcobaleno, elevatissimo ottenimento mistico dei praticanti pienamente realizzati…
Cristiana Tretti, studiosa di buddhismo indo-tibetano e mistica ebraica, allieva dal 1988 del ven. Lama Paljin Tulku Rinpoche e insegnante di canto indiano.
A conclusione dell’incontro saremo lieti di condividere con i presenti un aperitivo floreale, vi aspettiamo!
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