Statuto del Centro Mandala

STATUTO DELL’ASSOCIAZIONE MANDALA- CENTRO STUDI TIBETANI

 

Art. 1

Costituzione

E’ costituita, in data 25 luglio 1994, l’Associazione avente la seguente denominazione

“MANDALA CENTRO STUDI TIBETANI”

L’Associazione è Organizzazione confessionale, di confessione diversa dalla cattolica.
Essa ha sede principale in Milano, via Piero Martinetti n. 7. Sedi secondarie possono essere istituite sul territorio italiano ed anche all’estero. L’Associazione ha durata illimitata, non ha fini di lucro e non può distribuire gli utili.

 

Art. 2

Scopi

Il Mandala – Centro Studi Tibetani, ha lo scopo di creare le condizioni favorevoli per la diffusione dell’Insegnamento di Buddha e della pratica religiosa Buddhista,  con riferimento ai Tre Gioielli (Buddha, Dharma e Sangha) e alle quattro nobili verità.

Per il raggiungimento di codesto scopo l’Associazione si propone di istituire luoghi di culto nei quali i soci si possano riunire per coltivare la loro conoscenza ed esperienza religiosa, sia attraverso funzioni e cerimonie, sia ricevendo Insegnamenti e praticando meditazioni collettive ed individuali.

Il Mandala – Centro Studi Tibetani si riferisce principalmente alla tradizione del Buddhismo Mahayana e considera S.S. Il Dalai Lama come la suprema autorità religiosa,  il ven. Paljin Tulku Rinpoce ( alias Arnaldo Graglia ) come Guida Spirituale del Centro.

L’Associazione si propone inoltre l’istituzione e la gestione di opere di interesse religioso, sociale, culturale, sportivo e la realizzazione di qualsiasi altra iniziativa che concorra alla diffusione ed all’affermazione del suo credo nonché alla formazione dei bambini, dei giovani, degli adulti, degli anziani e dei vecchi.

A tale proposito il Centro organizza periodicamente seminari, corsi, conferenze sia nella propria sede sia in altre sedi. Nel quadro delle attività divulgative sono previsti corsi di lingua tibetana coadiuvati con materiale didattico stampato a cura del Centro stesso; è anche prevista la traduzione e la stampa di testi originali tibetani e di ogni altra pubblicazione che serva agli scopi statutari, in ossequio alla vigente normativa in materia di stampa.

Il Centro si mantiene costantemente disponibile ad una collaborazione diretta con altre Associazioni, con scuole di ogni ordine e grado, Università e ricercatori privati, privilegiando in particolar modo ogni attività svolta all’assistenza spirituale degli anziani e dei giovani in difficoltà, tramite una consapevole e fattiva pratica, seguendo anche l’esempio di analoghe Associazioni Buddhiste.

 

Art. 3

Attività strumentali, accessorie e connesse 

Per il raggiungimento dei suoi scopi, l’Associazione potrà tra l’altro:

  1. a) Stipulare ogni opportuno atto o contratto, anche per il finanziamento delle operazioni deliberate, tra cui, senza esclusione di altri, l’assunzione di finanziamenti e mutui, a breve o lungo termine, la locazione, l’assunzione in concessione o comodato o l’acquisto, in proprietà od in diritto di superficie, di immobili, la stipula di convenzioni di qualsiasi genere anche trascrivibili nei pubblici registri, con Enti Pubblici e Privati, che siano considerate opportune ed utili per il raggiungimento degli scopi dell’Associazione;
  2. b) amministrare e gestire i beni di cui sia proprietaria, locatrice, comodataria o comunque posseduti;
  3. c) stipulare convenzioni per l’affidamento in gestione di parte delle attività;
  4. d) partecipare ad associazioni, enti ed istituzioni, pubbliche o private, la cui attività sia rivolta, direttamente o indirettamente, al perseguimento di scopi analoghi a quelli dell’Associazione medesima; l’Associazione potrà, ove lo ritenga opportuno, concorrere anche alla costituzione degli organismi anzidetti;
  5. e) promuovere ed organizzare manifestazioni, convegni, incontri, procedendo alla pubblicazione dei relativi atti o documenti e tutte quelle iniziative idonee a favorire un organico contatto tra l’Associazione e le componenti della società civile;
  6. f) svolgere, in via accessoria e strumentale al proseguimento dei fini istituzionali, attività di commercializzazione, anche con riferimento al settore dell’editoria e degli audiovisivi in genere;
  7. g) svolgere ogni altra attività idonea ovvero di supporto al perseguimento delle finalità istituzionali.

 

Art. 4

Patrimonio

Il Patrimonio dell’Associazione è composto:

  • dalle quote degli associati
  • dai beni mobili ed immobili che pervengano o perverranno a qualsiasi titolo all’Associazione, compresi quelli dalla stessa acquistati secondo le norme del presente Statuto;
  • dalle elargizioni fatte da Enti o da privati con espressa destinazione ad incremento del patrimonio;
  • dalle somme delle rendite non utilizzate che, con delibera del Consiglio di Amministrazione, possono essere destinate ad incrementare il patrimonio;
  • da contributi attribuiti al fondo di dotazione dello Stato, da Enti Territoriali o da altri Enti Pubblici.

La quota associativa è trasmissibile e non rivalutabile .

 

Art. 5

Esercizio Finanziario

L’Esercizio finanziario ha inizio il 1° Gennaio e termina il 31 Dicembre di ciascun anno.

Entro tali termini l’Assemblea approva il bilancio di previsione ed il rendiconto economico e finanziario predisposti dal Consiglio Direttivo. Il bilancio di previsione ed il rendiconto economico e finanziario devono essere depositati presso la sede, accompagnati dalla relazione sull’andamento della gestione sociale e della Relazione del Collegio dei Revisori dei Conti, onde gli associati possano prenderne visione. Copia del rendiconto economico e finanziario, unitamente al verbale della seduta dell’Assemblea in cui è stato approvato, dovrà essere depositato nei modi di legge.

Gli organi dell’Associazione, nell’ambito delle rispettive competenze, possono contrarre impegni ed assumere obbligazioni nei limiti degli stanziamenti del bilancio approvato.

Gli impegni di spesa e le obbligazioni, direttamente contratti dal rappresentante legale dell’Associazione o dai membri del Consiglio Direttivo muniti di delega, debbono essere ratificati dal Consiglio Direttivo stesso.

Gli eventuali avanzi delle gestioni annuali dovranno essere impiegati per il ripiano di eventuali perdite di gestioni precedenti ovvero per il potenziamento delle attività dell’Associazione o per l’acquisto di beni strumentali per l’incremento o il miglioramento delle sue attività.

E’ vietata la distribuzione, anche indiretta, degli utili od avanzi di gestione, di fondo o riserve durante la vita dell’Ente a meno che la destinazione o distribuzione non siano imposte per legge.

 

Art. 6

Associati 

Possono far parte dell’Associazione tutti coloro che ne facciano domanda e rispettino i principi etici basilari. In particolare  all’interno del Centro, come pure in altre sedi dove il Centro si trovi ufficialmente a operare, i soci dovranno impegnarsi  ad osservare i cinque precetti che caratterizzano la pratica buddhista, vale a dire: non togliere la vita, non mentire, non prendere  ciò che non è dato, non avere una scorretta condotta sessuale, non ingerire sostanze inebrianti.

La loro ammissione, recesso ed esclusione sono ratificati annualmente dall’Assemblea su proposta del Consiglio Direttivo. Gli associati hanno diritto di ricevere i bollettini che informano circa le attività del Centro e di partecipare alla vita ed alle attività proposte nei termini specificati nei bollettini. Essi prendono inoltre parte all’Assemblea secondo quanto specificato all’art.9 del presente Statuto.

 

Art.7

Esclusione e recesso

Il Consiglio di Amministrazione decide con la maggioranza numerica l’esclusione degli associati per grave e reiterato inadempimento degli obblighi e doveri derivanti dal presente Statuto, tra cui, in via esemplificativa e non tassativa:

  • morosità;
  • inadempimento dell’obbligo di effettuare le contribuzioni ed i conferimenti previsti dal presente Statuto;
  • condotta incompatibile con il dovere di collaborazione con le altre componenti dell’Associazione;
  • comportamento contrario al dovere di prestazioni non patrimoniali;

Nel caso di Enti e/o persone giuridiche, l’esclusione ha luogo anche per i seguenti motivi:

  • estinzione, a qualsiasi titolo dovuta;
  • apertura di procedure di liquidazione;
  • fallimento e/o apertura delle procedure prefallimentari e/o sostitutive delle dichiarazioni di fallimento.

Gli associati possono, in ogni momento, recedere dall’Associazione, fermo restando il dovere di adempimento delle obbligazioni assunte.

 

Art. 8

Organi

Sono organi dell’Associazione:

  • l’Assemblea;
  • il Consiglio Direttivo;
  • il Presidente;
  • il Tesoriere; ove nominato ai sensi dell’Art.9;
  • il Segretario; ove nominato ai sensi dell’Art.9;
  • il Collegio dei Revisori dei Conti.

 

Art. 9

Assemblea

L’Assemblea è costituita da tutti gli associati. E’ convocata nella sede principale, od in altro luogo, almeno una volta l’anno per l’approvazione del bilancio di previsione e del rendiconto economico e finanziario di cui all’art. 5. Essa è altresì convocata quando se ne ravvisi la necessità o quando ne è fatta richiesta motivata da almeno un decimo degli associati.

La convocazione dell’Assemblea deve essere effettuata mediante avviso scritto contenente l’ordine del giorno, luogo, data ed ora della riunione da spedirsi a tutti gli associati ( eventualmente anche mediante notizia pubblicata sul notiziario ), nonché mediante affissione di analogo avviso all’Albo presso la sede dell’Associazione.

Le deliberazioni dell’Assemblea sono prese a maggioranza dei voti dei presenti e con la presenza di almeno la metà degli associati. In seconda convocazione le deliberazioni sono valide qualunque sia il numero degli associati intervenuti.

E’ ammesso il voto per delega nei limiti di due per ciascun associato.

E’ compito dell’Assemblea:

  1. approvare il bilancio di previsione ed il rendiconto economico finanziario;
  2. dettare le direttive generali per il funzionamento, l’espansione ed il potenziamento dell’Organizzazione confessionale;
  3. stabilire il numero dei componenti il Consiglio Direttivo che deve essere sempre dispari e mai inferiore a cinque unità compreso il Presidente;
  4. nominare e revocare i membri del Consiglio Direttivo;
  5. ratificare l’ingresso di nuovi associati, su proposta del Consiglio Direttivo;
  6. deliberare modifiche all’Atto Costitutivo ed allo Statuto;
  7. deliberare lo scioglimento dell’Associazione nonché la devoluzione del patrimonio residuo ai sensi del art.14 del presente Statuto.

L’Assemblea è presieduta dal Presidente dell’ente e, in caso di suo impedimento, da chi ne fa le veci.

Le deliberazioni dell’Assemblea constano da apposito verbale sottoscritto dal Presidente e dal Segretario, o dal Notaio se trattasi di Assemblea straordinaria.

Ogni associato maggiore d’età ha diritto ad un voto.

 

Art.10

Consiglio Direttivo

L’Associazione è amministrata dal Consiglio Direttivo composto, secondo le direttive dell’Assemblea, di cinque o più membri che durano in carica tre anni, sono rieleggibili e sono di confessione buddhista.

Le generalità di detti componenti, con la menzione delle loro mansioni ed ogni altro successivo mutamento per qualsiasi causa, sono tempestivamente comunicati all’Autorità tutoria se l’Organizzazione confessionale è riconosciuta giuridicamente.

Il Consiglio Direttivo, ove non vi abbia provveduto l’Assemblea, sceglie tra i suoi membri il Presidente che deve avere la cittadinanza italiana, e chi ne fa le veci e cioè uno dei due vice Presidenti.

Il Consiglio Direttivo può altresì nominare, ove non vi abbia provveduto l’Assemblea, un Tesoriere ed un Segretario, determinandone i compiti, natura e durata del rapporto.

Nessun compenso è dovuto ai membri del Consiglio per la loro opera, salvo il rimborso per spese sostenute.

In caso di morte, rinuncia, decadenza ed impedimento non temporaneo, per qualsiasi causa, di un membro del Consiglio, il Consiglio viene reintegrato tramite cooptazione da parte del Consiglio stesso; tale cooptazione viene sottoposta alla ratifica dell’Assemblea alla sua prima adunanza.

Il Consiglio si riunisce ogni qual volta il Presidente lo ritenga necessario, o che ne sia fatta richiesta da almeno due dei suoi membri e comunque una volta l’anno per deliberare in ordine al rendiconto.

Le deliberazioni del Consiglio sono valide se prese con la presenza della maggioranza dei membri in carica.

Il voto non può essere dato per rappresentanza.

In Consiglio è investito dei più ampi poteri per la gestione ordinaria e straordinaria dell’Organizzazione confessionale. Per quella straordinaria occorre successivamente sottoporre le questioni alla ratifica dell’Assemblea alla sua prima adunanza.

Il Consiglio, può tra l’altro, deliberare l’acquisto di beni immobili, l’accettazione di donazioni, eredità e legati, l’alienazione di beni a trattativa privata, a licitazione privata, a pubblici incanti, la permuta di beni, l’affrancazione di censi e canoni, l’accensione di mutui, la riscossione e l’impiego di capitali, la locazione di immobili oltre i nove anni, di far fronte alle liti, sia attive che passive, attinenti alla consistenza patrimoniale dell’Organizzazione confessionale, chiedendo la preventiva autorizzazione all’Autorità tutoria se l’Organizzazione medesima è riconosciuta giuridicamente.

Il Consiglio, in particolare, provvede a:

  1. mantenere ed aggiornare i libri, ivi compreso il libro soci di cui è depositario il garante interno della privacy.
  2. redigere il bilancio di previsione ed il rendiconto economico e finanziario ai sensi dell’art.5 del presente Statuto;
  3. deliberare sull’ammissione, recesso ed esclusione dei soci, fatto salvo il disposto dell’art.24 c.c. nonché sottoporre, annualmente, le delibere medesime perché vengano ratificate;
  4. rilasciare certificazioni di soggiorno temporaneo in Italia per i missionari stranieri.

E’ compito della Guida Spirituale o del Direttore Spirituale nominare, trasferire, revocare i ministri di culto.

Il Consiglio Direttivo può delegare parte delle proprie attività e dei propri poteri ad uno o più dei suoi membri.

 

Art. 11

Presidente 

Il Presidente, cittadino italiano e residente in Italia, ha la legale rappresentanza dell’Associazione di fronte a terzi. Agisce e resiste avanti a qualsiasi autorità amministrativa o giurisdizionale, nominando avvocati. Egli rappresenta l’Organizzazione confessionale e gli associati di fronte al governo, agli Enti ed ai cittadini.

Il Presidente provvede alla conservazione del patrimonio dell’Ente, a divulgare la conoscenza e promuovere l’incremento della cultura religiosa, a vigilare sulle sedi e sull’amministrazione in genere, a tutelare gli interessi generali e locali dell’Organizzazione confessionale, che non siano di competenza del Consiglio Direttivo e dell’Assemblea.

In caso di urgenza, il Presidente prende anche le deliberazioni di spettanza del Consiglio Direttivo stesso alla sua prima adunanza.

Sono compiti del Presidente:

  1. convocare il Consiglio e l’Assemblea che presiede nonché curare l’esecuzione delle deliberazioni adottate dall’Assemblea e dal Consiglio Direttivo;
  2. mantenere contatti spirituali e culturali con le analoghe Comunità in Italia e all’estero;
  3. vigilare sull’operato dei collaboratori a qualsiasi livello ed in qualsiasi sede;
  4. dirimere, in via di conciliazione, le controversie delle comunità con i loro rappresentanti religiosi e civili.

In caso di impedimento o di assenza, è sostituito da uno dei due Vice Presidenti che ne fanno le veci, ai quali può delegare permanentemente alcune e, solo temporaneamente, tutte le proprie funzioni.

 

Art. 12

Collegio dei Revisori

L’Assemblea nomina un Collegio dei Revisori composto da tre membri per il controllo dell’Amministrazione e della contabilità sociale.I Revisori dovranno redigere una relazione al rendiconto economico e finanziario annuale predisposto dagli amministratori. Essi potranno, inoltre, accertare in qualsiasi momento la consistenza di cassa e potranno sempre procedere, anche individualmente, ad atti di ispezione e controllo.

 

Art.13

Ministri di Culto

I Ministri di Culto vengono nominati dalla Guida Spirituale o  dal Direttore Spirituale, nel rispetto delle competenze dell’Unione Buddhista Italiana, definite nell’Intesa sottoscritta con lo Stato Italiano.

Qualora ai loro atti si voglia attribuire effetti civili è richiesta l’approvazione dalla nomina all’Autorità governativa nei termini e nei modi previsti alle vigenti disposizioni legislative in materia.

Qualunque movimento territoriale o revoca dei ministri medesimi, se trattasi di ministri con nomina approvata dall’Autorità governativa, è portata a conoscenza dell’Autorità medesima per i provvedimenti di sua competenza.

 

Art.14

Scioglimento 

In caso di scioglimento, cessazione ovvero estinzione dell’Associazione, tutti i beni che residuano dopo l’esaurimento della liquidazione, saranno devoluti ad altra associazione con finalità spirituali ovvero a fini di pubblica utilità.

Compiuta la liquidazione, il liquidatore ha l’obbligo di redigere il rendiconto finale. Tale rendiconto nonché l’operato del liquidatore devono essere approvati dall’Assemblea straordinaria.

 

Art. 15

Clausola di rinvio

Per quanto non previsto dal presente Statuto si applicano le disposizioni del Codice Civile e le norme vigenti in materia.

 

Art. 16

Disposizioni finali

Se l’Associazione è riconosciuta giuridicamente, si deve trasmettere all’Autorità tutoria un’aggiornata relazione sull’Attività dell’Organizzazione confessionale.

Il Mandala –  Centro Studi Tibetani di Milano, è associato all’ente morale U.B.I. (Unione Buddhista Italiana)